Poi ci sono io
in un villaggio mai neppure nominato.
Un cuore polveroso di rocce aguzze dove
credere non basta
al fuoco dell’inferno
alle mutazioni della luna
alle radici della gloria.
Quel cuore polveroso di rocce aguzze
mi hanno messo dentro
quando nacqui bambino, divenni caino
contro altri caini.
Guerra che si impara
Guerra che non si scrive
Guerra che si fa
Si odia, si ama, si combatte.
Si odia, si combatte.
Si combatte. Cosí ti insegnano.
E guardo avanti. Cerco di non pensare
che imbraccio un fucile. Che sono un bambino.
Le perdo
le poche stelle
della notte appena passata.
Al freddo. Ho paura.
Ma il sangue, un tutt’uno con il tuo cuore polveroso,
lo senti battere. E allora godi. E senti tutta la ferocia
di quel godimento.
Lo senti battere. Il sangue.
Batte e poi sgorga.
Le ritrovo
Le perdo
Le poche stelle della mia vita
Guerra che non si impara
Guerra che si scrive
Guerra che si muore
E non si è più.
Testo e fotografia Incanto Errante