Di Paola Casulli |

 

Cadono i fiori di ciliegio
sugli specchi d’acqua della risaia:
stelle, al chiarore di una notte senza luna.

Yosa Buson (1715-1783)

 

Mentre in questi giorni in Giappone inizia l’Hanami, il tradizionale evento che celebra la bellezza dei fiori di ciliegio (Sakura), ammirandone il loro fiorire nelle bellissime giornate di primavera, c’è chi realizza migliaia di piccoli petali di sale, li distende sul pavimento, dallo sfondo rosso scuro, e ne fa un’enorme opera d’arte, bianca, splendente e di commovente poesia.

Sono 100mila i petali di fiori di ciliegio, realizzati a mano dall’artista giapponese Motoi Yamamoto.

Un lavoro impressionante, per precisione e meticolosità, che l’artista compie lavorando accucciato in una minuscola porzione di pavimento, facendo cadere i granelli di sale da un contenitore, che viene mosso ad un ritmo particolare e costante.

Motoi Yamamoto. Installazionepresentata al Setouchi-City Art Museum, “Sakura Shibefuru – Falling cherry petals” ("Petali di Ciliegio che Cadono")
Motoi Yamamoto. Installazione presentata al Setouchi-City Art Museum, “Sakura Shibefuru – Falling cherry petals” (“Petali di Ciliegio che Cadono”)

Motoi Yamamoto utilizza il sale come simbolo apotropaico
ed elemento fondamentale per la vita.
Ogni grano di sale, un frammento di vita.
I petali, invece, sono un rimando al ciclo completo della vita e della morte,
allo scorrere delle stagioni e alla purezza della natura.

Si tratta della nuova installazione presentata al Setouchi-City Art Museum,
“Sakura Shibefuru – Falling cherry petals” (“Petali di Ciliegio che Cadono”) 

L’intento dell’artista è che l’arte di osservare l’hanami, tanto praticato ed amato dal suo popolo, arrivi all’estremo limite nel suo culmine e compimento. Quando cioè i petali dei Sakura cadono a terra. Momento che permette agli spettatori di contemplare quell’istante preciso che divide esperienza e ricordo e che da sempre a che fare con la circolarità e la transitorietà del tempo e della vita. 

Un lavoro complesso ed enorme, questo di Sakura Shibefuru a cui l’artista giapponese però non è nuovo.

In occasione della Triennale di Setouchi 2016, l’artista nipponico realizzò un intricatissimo pattern astratto sul pavimento di una casa tradizionale giapponese ancora ingombra di oggetti, sulla minuscola isola di Takamijima, situata nel Mare interno di Setouchi. La sussistenza degli abitanti della piccola isola era legata alla pesca, alla raccolta del sale, al ritmo delle stagioni e alla mitezza del clima. Poi, il sopraggiungere dell’industrializzazione ne ha sconvolto la vita insieme a tutte le altre isole dell’arcipelago. 

Motoi Yamamoto. Triennale Setouchi 2016
Motoi Yamamoto. Triennale Setouchi 2016. Isola di Takamijima

Sempre nel 2016, per la manifestazione “Univers sel”,
realizzò due installazioni, nella torre del castello medioevale
della cittadina di Aigues Mortes (nella Linguadoca, al sud della Francia),
“Floating garden” e “Labyrinth”.

Mentre “Floating garden” era una spirale a simboleggiare un pezzo di memoria e un frammento di tempo, “Labyrinth”, invece, composto dal ripetersi di elementi quasi geometrici, culminava in una pila di sale, che sembrava una piccola, candida, catena montuosa.

Motoi Yamamoto. Labyrinth. torre del castello medioevale della cittadina di Aigues Mortes
Motoi Yamamoto. Labyrinth. Torre del castello medioevale della cittadina di Aigues Mortes

Che si tratti di enormi e intricati labirinti tracciati sul pavimento, o di sculture di grandi dimensioni collocate nello spazio in maniera ascetica, le opere dell’autore nato a Hiroshima hanno sempre come minimo comune denominatore il sale, elemento fondamentale per la vita creativa dall’artista che così spiega il senso della sua arte:

“I would like to express my belief in the cosmic nature of art, which represents the transience and ephemeral nature of our lives. In realizing this ephemerality, we learn that life is a process of approaching death.”

Il lavoro di Motoi Yamamoto prende le mosse da due esperienze traumatiche: la morte della sorella ventiquattrenne per un tumore al cervello e la perdita successiva della giovane moglie di un tumore al seno. 

Alla base della sua poetica, dunque,
c’è l’elaborazione del lutto
e nel potere di purificazione del sale
(sottolineato nei funerali scintoisti),
un alleato capace di salvare le sue memorie familiari
e di guidarlo verso la verità definitiva del destino.

Tutte le installazioni di Motoi Yamamoto sono effimere, perché l’artista alla fine del periodo espositivo invita i visitatori a distruggerle raccogliendo il sale per poi ributtarlo in mare.

Motoi Yamamoto Cherry-setouchi-art-museum-installazione
Motoi Yamamoto Cherry-setouchi-art-museum-installazione

Anche l’installazione site specific “Sakura Shibefuru”, che ha richiesto circa 55 ore, quasi nove giorni di lavoro, verrà distrutta dall’artista insieme ai visitatori della mostra l’ultimo giorno del festival d’arte contemporanea, il 05 maggio.

I candidi petali di ciliegio troveranno nuovamente la via del mare e dell’acqua.

 

INCANTOerrante

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