JUST
JUST ANOTHER STAGE

JUST ANOTHER STAGE, la via dell’infinito
Esposizione d’arte 
29 Febbraio 15 marzo 2020 
Castello del Monferrato

In occasione della giornata mondiale della donna, la città di Casale Monferrato, l’Assessorato alla Cultura, l’Assessore alla Cultura Gigliola Fracchia e Paola Casulli, bibliotecaria della Giovanni Canna, in qualità di ideatrice e curatrice, propongono una mostra d’arte contemporanea dove le autrici, artiste professioniste, esplorano un’immagine del femminile non usuale: un’occasione per tutti di mettere in discussione stereotipi e ideali, e lasciarsi sorprendere.

Il titolo della mostra è “Just another stage, la via dell’infinito”. 

Attraverso la fotografia, la scultura e due istallazioni, le artiste rappresentano le 7 età della vita di una donna: Concepimento/Nascita, infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia, morte. La settima stanza, quella del titolo, nominata dall’ ”Another”/”l’altra”, è la rinascita, la stanza in più, il giardino segreto in cui ogni donna custodisce le energie  necessarie come la forza, la determinazione e il coraggio per rinnovarsi sempre e comunque. Il numero 7, il numero sacro per eccellenza, considerato l’emblema della pienezza spirituale e cosmica, è chiamato a rappresentare l’energia femminile che, fluida, ricettiva e creativa, si espande, attraversa tutte le creature generandole, in un ciclo continuo. Da qui il sottotitolo, la via dell’infinito. Il percorso tracciato sarà comunque fuori dal solito affresco di eroine affrante e sottomesse, vittime di violenza e sopraffazione. Just another stage vuole essere la storia in cui ognuna di noi dice chi è davvero attraverso le età nelle quali ognuna di noi deve confrontarsi ma non mostrando confini e limiti, ostacoli o vincoli culturali. JAS è il tentativo di definirli e superarli, alla ricerca, attraverso miti e archetipi, di quella presenza invisibile eppure campo magnetico potente, che contiene in sé la potenziale pluralità simbolica e numinosa della donna. Recuperare quel mondo vivissimo, sorprendente e complesso che merita di essere rivelato. Ripristinare il contatto con la perduta sapienza interiore, superando la riduttività di un discorso razionale, affinché la vita non abbia una sola dimensione. 

Un’avventura collettiva, questa Just Another Stage, che osa volere una vita più felice perché più libera.

Fotografie di: 

Alle Bonicalzi, Marina Caccia, Anne Conway, Donatella D’Angelo, Cecilia Gioria, Petra Probst, Isabella Sommati, Marina Tomasi

Sculture di:

Anna Galli, Silvana Marra, Florine Offergelt, Mariagrazia Degrandi

Installazioni di: 

Elena Caterina Doria, Cate Maggia

In esposizione anche fotografie di Paola Casulli 

La mostra si terrà al secondo piano del Castello del Monferrato e sarà inaugurata sabato 29 febbraio ore 16.00. Terminerà domenica 15 marzo ore 19.00

All’interno della mostra ci saranno due esposizioni concomitanti che, pur rientrando entrambe sotto l’iniziativa fucsia di JAS, si presentano con modalità espressive e contenuti diversi, apportando ognuno un ben definito e ulteriore aspetto del pianeta donna. 

Il primo progetto fotografico prevede l’esposizione di Enrico Minasso, fotografo professionista di Acqui Terme, che da anni si occupa di reportage antropologici, fotografia pubblicitaria, fotografia industriale e da cerimonia. Attraverso la presentazione di storie di emancipazione di donne italiane, di donne africane emigrate in Piemonte, il progetto “Il Femminile di Uguale” vuole stimolare una discussione in seno alla società su tematiche legate alla Parità di Genere, analizzare stereotipi e pregiudizi culturali e individuare elementi positivi che favoriscano l’emancipazione femminile. Il progetto è presentato dalla Cooperativa Sociale CrescereInsieme e la ONG Amici del Mondo World Friends, cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Piemonte e implementato in Italia dal Partner Consorzio ONG Piemontesi.

Il secondo progetto fotografico, contro la violenza sulle donne, si intitola “DONNE INCARTATE” e nasce dall’esigenza di due fotografi professionisti, Alessandro Magagna e Laura Marinelli, qui come “LIGHTLENS” duo, di gridare un forte “NO”! ,Un “urlo visivo”, di grande impatto emozionale, celato dietro alla grazia, alla delicatezza e alle metafore dei loro scatti. I due fotografi “incartano” qui le donne nell’unico modo da loro concepito. Le avvolgono con diversi tipi di carta per esaltarne le caratteristiche, per dire che sono un “dono” al mondo.

Il progetto è stato realizzato a “quattro mani” attraverso un’accurata scelta dei tipi di carta, la realizzazione manuale dei vestiti, un approfondito studio della composizione fotografica e delle luci per dare rilievo al significato di ogni scatto e di ogni creazione. Niente è stato aggiunto in post produzione. 

Questa esposizione si terrà nel torrione Est del Castello del Monferrato nelle stesse date di JAS, dal 29 febbraio al 15 marzo 2020. 

Il progetto grafico di JUST ANOTHER STAGE è di Elena Caterina Doria. Su uno sfondo fucsia (colore che rappresenta lo schiaffo virtuale alla società per svegliarla dal torpore circa le problematiche della donna), un volto da dea campeggia indossando un paio di occhiali arancioni. Sono 7, come le stanze di JAS, anche gli archetipi che sono legati alle dee che influenzano l’essere donna, il suo sentire ma anche il suo comportamento: ogni donna è legata primariamente alla propria dea originaria, che è quella che ha un’influenza predominante, ma le “possiede” in se potenzialmente tutte. Le lenti color arancione (colore che rappresenta l’essere solare della donna), che la dea in questione indossa, lungi dall’essere solo un elemento ironico, è metafora dello sguardo femminile che, libero dalle catene dello sguardo maschile e maschilista, e attraverso il filtro dell’arte, vuole significare una realtà restituita a se stessa. Quello guardo che, passante attraverso una lente, rende più nitida la visione del racconto del femminile. Inoltre la forma di otto rovesciato rappresenta l’infinito descritto nel sottotitolo. Si è voluto creare anche l’acronimo JAS, sinonimo di immediatezza e velocità dell’arte di entrare nella vita quotidiana senza troppo schemi, che tutti gli artisti hanno apportato sui propri profili social, nelle schede biografiche e nel catalogo delle opere. 

Durante i quindici giorni di Just another stage si terranno negli stessi locali dell’esposizione, eventi culturali a tema. Presentazione di libri, performance artistiche, Reading poetici sul tema delle donne, conferenze, spettacoli musicali, allo scopo di tenere vive le mostre con una sempre costante partecipazione di visitatori e appassionati.

La curatrice Paola Casulli 

     

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