L’assenza, quell’indice fermo a mezz’aria
a indicare il sussurro,
poi il richiamo sonoro, infine l’eco, ai vivi,
paradisi estinti, che il miele del mondo scorre tra le scapole vuote.
Tra nostri attendibili fuochi rigurgitati dalle rocce.
L’assenza, un’iride di latte.
Vena prosciugata da strofe di odissee che non vanno mai a capo.

Testo e foto Incanto Errante

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